5 giugno: inaugura seccoumidofuoco, Castello di Spezzano

Domenica 5 giugno inaugura una nuova sezione fotografica permanente all’interno del Museo della Ceramica nel Castello di Spezzano, un’appendice che arricchisce ulteriormente l’allestimento multimediale di Manodopera, “la storia degli uomini e delle donne che hanno fatto la ceramica”, inaugurata nel 2013 e curata da Francesco Genitoni.

Si tratta delle 18 opere che la fotografa reggiana Paola De Pietri ha realizzato nello stesso anno dopo un reportage all’interno di alcuni dei più aggiornati stabilimenti del Distretto ceramico, tra i quali Atlas Concorde/Casalgrande Padana/Florim/Panaria; reportage finalizzato a documentare l’attualità dei processi produttivi e dei prodotti ceramici, coordinato dal Comune di Fiorano Modenese in collaborazione con Confindustria Ceramica e Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea, l’Associazione culturale formata da Enti pubblici che cura rilievi fotografici su aree del territorio in relazione alle tematiche della sua trasformazione, affidandosi agli autori della più qualificata ricerca fotografica nazionale e internazionale.
La nuova sezione fotografica, intitolata Seccoumidofuoco come già la mostra presentata all’interno di Cersaie 2013, sarà allestita in uno spazio importante ad essa interamente dedicato: una sala di 150 metri quadrati al secondo piano del Castello di Spezzano. Le 18 opere di Paola De Pietri saranno riprodotte e analizzate anche in un volume pubblicato in collaborazione con Confindustria Ceramica che sarà presentato per l’occasione.
Per tutto il pomeriggio in Corte, dalle ore 15, si svolgerà l’evento La Corte delle Stampanti, 3D Printing Performance con FabLab di Casa Corsini.
I partecipanti potranno vedere in diretta l’utilizzo di una stampante 3D ed, in particolare, la realizzazione di un “punzone” di età romana dal Museo della ceramica (con dono di un gadget ai presenti); il punzone veniva utilizzato in età romana dei produttori locali (modenesi) di lucerne che imprimevano sulle lucerne in terracotta il marchio di fabbrica MUTINA FECIT – Fatto a Modena – che anticipa l’attuale Made in Italy; sottolineando così come questo territorio, oggi sede del distretto ceramico, fosse già in età romana considerato luogo di produzione di eccellenza di un prodotto in ceramica, tanto da voler essere riconosciuto con un marchio di qualità territoriale dagli stessi produttori.
invito5giugnoseccoumidofuoco1
INAUGURA

seccoumidofuoco | Sezione fotografica Manodopera

Castello di Spezzano domenica 5 giugno 2016 ore 17

Presentazione del volume seccoumidofuoco Paola De Pietri

dalle ore 15

La Corte delle stampanti 

3D Printing Performance “Da MUTINA FECIT al MADE IN ITALY”

omaggio 3D ai partecipanti

con FabLab di Casa Corsini

Segue aperitivo in corte

SI RINGRAZIANO

Casalgrande Padana S.p.A., Ceramiche Atlas Concorde S.p.A.,  Gruppo Atlas Concorde S.p.A., Cotto d’Este, Panariagroup Industrie Ceramiche S.p.A., Florim Ceramiche S.p.A.

Fondazione Cassa di Risparmio di Modena | Manodopera

Info: 0536.833412cultura@fiorano.it, Castello Spezzano

 

Manodopera, sezione del Museo della Ceramica al Castello di Spezzano, è stata inaugurata nel 2013 dal Comune di Fiorano Modenese con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, sponsor istituzionali Acimac, Cerarte, Confindustria Ceramica, Società Ceramica Italiana.

Già nel titolo, Manodopera, e sottotitolo, L’uomo nobilita il lavoro, sono dichiarati gli obiettivi della nuova Sezione multimediale: “raccontare la storia degli uomini e delle donne che hanno fatto la ceramica del Distretto modenese-reggiano”.

Ancora nel 2013 il Comune di Fiorano, in collaborazione con Confindustria Ceramica, ha affidato a Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea l’incarico di aggiornare la documentazione relativa alla produzione ceramica negli stabilimenti dei gruppi Atlas Concorde, Casalgrande Padana, Florim e Panaria. Paola De Pietri, fotografa che predilige l’indagine dello spazio e del tempo nel paesaggio, nei 18 scatti presentati in questo volume con grande libertà ha dato la sua lettura del paesaggio all’interno degli stabilimenti ceramici di oggi. Le squadre di uomini e donne del secolo scorso sembrano estromessi dai grandi macchinari robotizzati. In realtà ci sono ancora, anche se meno numerosi di una volta, dietro le quinte, dove si progettano e commercializzano i prodotti. E ci sono ancora tutti, idealmente, dentro le scatole che compongono i tre tavoli/pallet posti di fronte alle fotografie di Paola De Pietri nell’esposizione permanente seccoumidofuoco al Castello di Spezzano. Qui tutti loro, attraverso link reali e virtuali, danno vita a un dialogo che racconta l’importanza della propria storia. Documentarla e mantenerla fermento attivo è uno degli impegni che Manodopera ha assunto e porta avanti anche con seccoumidofuoco.

Francesco Genitoni, Curatore del Progetto Manodopera

 

Argille, caolini, sabbie e feldspati e altre materie prime sono alla base delle “ricette” delle ceramiche. Attraverso operazioni che ricordano procedimenti alchemici sono trasformati grazie a una sapienza e una tecnica che arrivano dal nostro lontanissimo passato. Le foto in progetto non hanno lo scopo di essere una spiegazione esaustiva dei nuovi e innovativi processi produttivi dell’industria ceramica, ma suggestioni sulla complessità e l’origine di un processo dove l’uomo è ora chiamato a partecipare soprattutto come controllore e supervisore.

Paola De Pietri

Paola De Pietri è nata a Reggio Emilia, dove vive e lavora. Si dedica alla fotografia dagli anni novanta. Numerosi i progetti di osservazione del territorio e di riflessione su dinamiche sociali. Sue opere sono state presentate in importanti esposizioni personali e collettive in Italia, in Europa e in Cina. Nel 2009 vince il premio triennale Albert Renger-Patzsch per la pubblicazione del volume fotografico To face.